Seduzione Newsletter (www.attrazionerapida.it)

Qual é il tuo potenziale di attrazione? Quale effetto hai sulle donne? Scopriamolo insieme

martedì, gennaio 24, 2006

L'amore è solo chimica impazzita pt.3

A differenza dell'innamoramento, la magia dell'amore nasce e si rafforza con la volontà e per gli scienziati segue 4 step:

1- Dopo il periodo di innamoramento, alla corteccia celebrale arriva una serie di stimoli, di sensazioni elaborate durante gli incontri con l'altro e di pensieri razionali. Che faccio? Mi impegno o non mi impegno? Vale davvero la pena dividere la mia vita con lui? Se la risposta è sì, il cervello dà il suo primo ok all'amore.
2- L'amigdala, allora, con l'aiuto di peptidi e neurotrasmettitori, attraverso i circuiti nervosi innesta, ogni volta che ti incontri con lei, sensazioni di relax, benessere, allontanando le paure.
3- Il sistema neurovegetativo esegue questi ordini a livello degli organi periferici (accende il desiderio, ci fa sorridere ogni volta che incontriamo il nostro amore, ci fa pensare a lei) e informa il cervello di quanto sta accadendo.
4- L'ossitocina, che viene prodotta nell'ipotalamo sulla base degli stimoli che arrivano sia dalla corteccia (ovvero: voglio amarti) e dalla "periferia" (ovvero:mi piace far l'amore con te), funziona da messaggero tra le varie strutture. Come un meraviglioso direttore d'orchestra, dirige i diversi strumenti biologici e chimici perchè si componga la più dolce delle sintonie: quella dell'amore.

Nella specie umana, l'ossitocina viene rilasciata nel sangue durante il rapporto sessuale, insieme alla vasopressina, ai peptidi oppioidi, agli estrogeni e agli ormoni corticosteroidei... ma se una donna decide che ti ama e ti vuole a tutti i costi, nel suo sangue scorreranno fiumi di ossitocina come dopo il più appagante dei rapporti sessuali.

venerdì, gennaio 13, 2006

L'amore è solo chimica impazzita pt.2

Tutto nasce dalla ricerca
Innamoramento, passione e amore sono emozioni umane che lasciano tracce nel sangue. Sono cioè misurabili con i parametri della scienza, che può provare, a suon di analisi, cosa ci succede, nella mente e nel corpo, quando troviamo la nostra vera "lei". Donatella Marazziti, neuroscienziato dell'università di Pisa, ha condotto un'importante ricerca su questi temi partendo dallo studio delle persone che, per problemi psicologici, assumono comportamenti ripetitivi (per esempio si lavano le mani 1000 volte al giorno o non escono di casa se non hanno controllato 4 volte il gas).

La felice intuizione del gruppo di Pisaè stata quella di cogliere il nesso fra le "manie" e comportamenti come l'innamoramento, cioè con pensieri fortemente ripetitivi. Il passo successivo è stato quello di dimostrare come, anche dal punto di vista neurochimico, ci fossero delle forti analogie fra "follia" e amore. Così 20 coppie di studenti innamorati sono stati sottoposti a un esame del sangue per verificare i loro livelli di seratonina. I risultati hanno dimostrato che i malati di disturbi ossessivo-compulsivi e gli innamorati avevano gli stessi parametri. Però, dopo 18 mesi circa, le analisi degli innamorati tornavano assolutamente "normali".

Questa è stata la dimostrazione scientifica che la passione dei primi anni è un fuoco che arde in modo simile a quello che caratterizza i problemi psicologici più comuni; non solo, a un certo punto, dalla tempesta amorosa si passa al mare calmo, sicuro. Anche dal punto di vista neurochimico. Allora, dopo aver detto "sono pazzo di te, ti voglio a tutti i costi, non mi importa chi sei", adesso che cominci a conoscere la tua donna più a fondo, la accetti con i suoi pregi e i suoi difetti, adesso puoi dire "ti amo"

continua...

lunedì, gennaio 09, 2006

L'amore è solo chimica impazzita pt.1

Mi piace mettere dei titoli cinici per sfidare le convinzioni delle persone :))
Che ne dici se dico che l'amore è solo chimica impazzita, e non è differnete da una gran scorpacciata di cioccolato? :P
... iniziamo ...

Ti ricordi quando ti sei innamorato? Se avessi avuto un microscopio, avresti potuto assistere allo spettacolo del diluvio di anfetamine che inondava le tue cellule, facendoti vibrare di felicità. Dentro le tue vene, poi, un fiume scintillante di dopamina risvegliava la gioia, fondendoti in un magico abbraccio con lei.

Non vedevi niente, non capivi niente, sapevi solo che eri pazzo per lei e, per nulla al mondone avresti fatto a meno. Lei iniziava una frase, tu la finivi. Lei leggeva i tuoi libri (che aveva sempre odiato), tu ascoltavi estasiato la sua musica (che ti aveva sempre annoiato). Tu ridevi ad ogni sua battuta, convinta che fosse la donna più spiritosa ed intelligente del mond, lei ti desiderava in ogni istante, facendoti sentire il più figo.
Potrebbe essere uno splendido pattern... ma non è questo il punto... e se sei una donna non ti devi innamorare di me adesso :))

La follia si trasforma in amore
Lo stato di pura follia tipico dell'innamoramento è durato 2/3 anni. Poi le cose, te lo dico io :)lentamente, hanno cominciato a cambiare. La febbre che provavi ogni volta che appariva il suo numero sul cellulare si è trasformata nella dolce conferma del suo interesse per te. L'ansia che ti divorava a ogni suo ritardo si è placata nella piacevole attesa del suo arrivo. Il fiume di emozioni che per mesi e mesi vi ha scossi e incollati l'uno all'altra, si è riversato in un lago ampio e tranquillo, sulle cui sponde ora potete costruire il rifugio sicuro del vostro amore. Se è vero che non c'è innamoramento senza follia, dopo l'esaltazione, la tempesta, i fuochi divampanti della passione, ecco nascere un sentimento più calmo e profondo, più dolce e appagante: l'amore.

continua...

domenica, gennaio 08, 2006

Le 3 Variabili nelle Dinamiche Sociali

Una persona ha dentro di sé 3 variabili che sono determinanti per attrarre le donne: l’immagine esteriore, l’immagine interiore e le proprie abilità sociali.

Nel dettaglio:
IE = Immagine Esteriore: Il tuo aspetto fisico, il tuo paraverbale, come gli altri ti vedono.
II = Immagine Interiore: I tuoi valori, quello che pensi, quello che presupponi, come ti vedi. Dalla tua immagine interiore deriva il tuo atteggiamento.
AS = Abilità Sociali: La tua ESPERIENZA accumulata nel tempo parlando con persone dell’altro sesso, il tuo bagaglio culturale/teorico/pratico.

Non sempre però questi 3 fattori sono bilanciati perfettamente:

1° CASO: IE 10, II10, AS0
Sei un figo, lo sai, ma non hai ancora esperienza sul campo.
E’ facile uscirne, è solo questione di tempo.
Questo è anche il tipico caso in cui una bellissima ragazza di 20 anni ha avuto solo un ragazzo nel corso della sua vita e ad un certo punto si ritrova single… Anche un ragazzo con un IE10 II0 AS6 potrebbe sedurla facilmente. Applica l'outer game

2° CASO: IE10, II0, AS10
Sei un figo, non senti di meritartelo ma hai investito del tempo tra le persone. E' difficile che l'immagine interiore resti a zero se ti sei buttato sul campo nel mondo reale, ma devi comunque lavorare su te stesso, devi migliorarti. Applica l’inner game

3° CASO: IE0, II10, AS10
Sei brutto ma sai di avere delle qualità e hai abilità sociali incredibili, intrattieni e diverti qualsiasi persona.
Se sei un uomo non hai problemi con le donne, sei un vero maestro :)

4° CASO: IE0, II0, AS0
Compra subito il mio manuale! ;)

lunedì, gennaio 02, 2006

Come le nostre aspettative influenzano le relazioni con gli altri: l'effetto pigmalione

Alcune persone sembrano perseguitate dalla sfortuna nei rapporti con gli altri: si ritrovano con partner fedifraghi, amici ipocriti, datori di lavoro con un carattere impossibile e colleghi arrivisti e pettegoli. Esiste una spiegazione scientifica per questo sconcertante fenomeno?
Gli psicologi hanno scoperto che la gente viene trattata dagli altri come si aspetta di essere trattata. In altre parole, chi si aspetta di venire imbrogliato viene spesso truffato, chi vive nel timore di essere abbandonato, viene spesso lasciato, chi si aspetta di essere tradito trova partner infedeli.
Gli psicologi hanno denominato questa correlazione, effetto "Pigmalione"

L'effetto Pigmalione.
In una scuola elementare della California, Rosenthal, un famoso ricercatore nell'ambito della psicologia sociale, sottopose agli alunni ad un test di intelligenza. Prese un campione a caso di ragazzini e disse alle loro insegnanti che si trattava di bambini molto dotati, destinati a progredire intellettualmente in modo impressionante. Dopo un anno, Rosenthal ripassò nella stessa scuola e le maestre si congratularono con lui per la sorprendete capacità predittiva del test: gli alunni elencati si erano effettivamente dimostrati i migliori della classe! E non si trattava di un impressione delle insegnanti, i ragazzini in questione erano migliorati in modo eclatante.
La spiegazione degli psicologi è che le nostre aspettative possono influenzare radicalmente le nostre relazioni con gli altri. In questo caso, le insegnanti credendo nelle possibilità dei ragazzini, si comportavano con loro in modo più incoraggiante e stimolante di quanto non avrebbero fatto normalmente. E i bambini reagirono, positivamente all'atteggiamento incoraggiante e alle aspettative positive delle maestre, impegnandosi di più nello studio e mostrando un maggior interesse verso la scuola. L'atteggiamento aperto e stimolante delle insegnanti aveva contribuito a sviluppare nei bambini doti e capacità che erano rimaste fino a quel momento in ombra.
Ma l'effetto Pigmalione non si verifica solo nelle relazioni fra genitore e figlio o fra insegnante e alunno, ma in tutti i rapporti umani di qualsiasi natura siano.
Per capire meglio come funziona l'effetto Pigmalione, vi chiedo di fare un piccolo esercizio di immaginazione.

Immaginate di lavorare per due datori di lavoro diversi: il datore di lavoro A e B. Il datore di lavoro A ha avuto delle esperienze negative con i suoi precedenti impiegati, di conseguenza, vuole stare attento a non farsi raggirare di nuovo. E' convinto di non potersi aspettare più di tanto, pensa che i giovani siano tutti degli inetti, senza voglia di lavorare. Di fatto non si fida abbastanza di voi per darvi qualche mansione interessante, vi rifila soltanto compiti poco qualificanti. Terrorizzato dal fatto che possiate battere la fiacca in ufficio, vi sorveglia in continuazione, senza darvi il minimo spazio di autonomia personale. In più, non ha stima di voi e non perde occasione per farvelo capire , rimproverandovi per piccolezze. Dopo qualche mese di questo trattamento, con quale stato d'animo andreste in ufficio al mattino? Probabilmente comincereste a sentirvi demotivati , a perdere qualsiasi interesse verso il vostro lavoro e a comportarvi di conseguenza, trasformandovi in un impiegato pigro e poco brillante. Quindi, nel giro di qualche mese, le fosche previsioni del datore di lavoro A sarebbero confermate.
Il datore di lavoro B, è per sua natura un ottimista. Si aspetta molto da voi, ma non vi chiede l' impossibile, sa che farete degli errori, ma sa questi entrano nel vostro processo di apprendimento. Vi lascia un ampio margine di autonomia, ma allo stesso tempo è sempre a disposizione per darvi suggerimenti e chiarimenti. Sa notare i vostri progressi e voi sentite che il vostro lavoro viene riconosciuto e valorizzato anche dal punto di vista economico. Con quale datore di lavoro lavorereste di più? Probabilmente, produrreste di più con il secondo datore lavoro, anche se questi non vi controlla in continuazione come faceva il primo capo. Inoltre, paragonando i due datori di lavoro, capireste come mai uno trovi sempre impiegati che alla fine si rivelano dei grandi lazzaroni, e l'altro trovi, invece, dei bravi impiegati.

Paure che si autoavverano.
Alcune persone, per una serie di esperienze negative che hanno avuto un impatto molto doloroso sulla loro psiche, vivono le relazioni con gli altri con una punta di sfiducia e di diffidenza. Tendono ad aspettarsi sempre il peggio e sentono che gli altri prima o poi finiranno per deluderli, per tradirli o per abbandonarli. Questo tipo di persona per evitare possibili delusioni, mettono in atto più o meno inconsciamente, una serie di strategie difensive per evitare che l'altro si comporti nel modo temuto. Le strategie psicologiche messe in atto sono diverse e vanno dal controllo dell'altro, alla continua richiesta di rassicurazioni affettive, al comportamento aggressivo della persona che attacca per non essere attaccata. Purtroppo questi comportamenti, spesso, si rivelano controproducenti: l'altra persona sente che non è stimata e che non ci si fida di lei e tende a reagire di conseguenza.
Un esempio chiarirà meglio quello che intendo. Prendiamo l'ipotetico caso di una ragazza con poca autostima che chiameremo Marzia.
Marzia si considera poco interessante e, anche se è felicemente fidanzata, "sente" che il suo ragazzo prima o poi si stancherà di lei, come hanno fatto i suoi precedenti fidanzati. Marzia, quindi, vive nel timore dell' abbandono e questo timore le fa interpretare ogni momento di autonomia del suo fidanzato come un allontanamento. In altra parole, tutte le volte che il suo ragazzo vuole uscire con gli amici, o guardare la partita, Marzia interpreta questi fatti come la prova che il suo ragazzo stia già cominciando a stancarsi di lei.
Dal momento che Marzia è insicura, tormenta in continuazione il suo ragazzo per sapere se lui la trova grassa, se l'ama, se la pensa, se non rimpiange la sua ex. Purtroppo anche se il suo ragazzo la rassicura, dicendole che è molto innamorato, Marzia continua a non fidarsi e a credere che prima o poi, lui finirà per stancarsi. Alla fine, grazie ai suoi atteggiamenti appiccicosi e soffocanti, le sue peggiori paure si avvereranno: il suo ragazzo finirà per stancarsi di stare con una partner tanto insicura e apprensiva.

L'importanza della fiducia.
Un proverbio dice che "fidarsi è bene e non fidarsi è meglio". Dal punto di vista psicologico, è vero esattamente il contrario: le persone che hanno un atteggiamento rilassato e sicuro nei confronti degli altri, ottengono molto di più dai loro rapporti sociali. Nei rapporti più intimi (come quelli di coppia o genitore/figlio) la fiducia è alla base della relazione e se la fiducia manca, la relazione finirà per risentirne.

domenica, gennaio 01, 2006

Le 48 Leggi del Potere

Una delle 6 cose che attraggono le donne è un"potere" speciale.
Ci sono persone che sanno cavalcare il potere e riescono a utilizzarlo senza sbagliare una mossa: ogni loro gesto, con istintiva intelligenza, è in armonia con le 48 leggi che lo governano. Scrittori e filosofi si sono interrogati lungamente sulle leggi che reggono il potere. Hanno cercato di far affiorare - dai successi e dalle sconfitte di chi ci ha preceduto - indicazioni che possano guidarci nel nostro quotidiano.

Prendendo spunto da un libro che nasce dall'analisi di 30 secoli di storia del potere, dal pensiero dei più profondi strateghi, dall'esperienza di guerrieri e leader carismatici, conquistatori di nazioni e manipolatori di folle eccoti le 48 leggi del potere.

Non essere troppo bastardo nell'applicarle :) e se sei in possesso del manuale Tecnologia della Seduzione, nota tutte quelle cose che ti vengono in mente mentre le leggi :P

Le 48 Leggi del Potere

Legge 1
Mai oscurare il Capo.
Comportatevi sempre in modo che il vostro capo si senta superiore a chi lo circonda. Per compiacerlo e far su di lui buona impressione, non dovete eccedere nel mostrare capacità e talento. In questo modo rischiate di ottenere il contrario: ispirare timore e insicurezza. Fate sì che i superiori appaiano più brillanti di quanto sono in realtà e raggiungerete il potere.

Legge 2
Non fidatevi troppo degli amici, imparate ad approfittare dei nemici.
Diffidate degli amici: vi tradiranno più facilmente perché rosi dall’invidia. Essi diventeranno individui tormentati e tirannici. Fate riferimento a un nemico di un tempo, sarà nei vostri confronti più leale di un amico, perché deve dare maggiore prova di se. Infatti, avete più da temere dagli amici che dai nemici. Se non avete nemici, fate in modo da procurarvene.

Legge 3
Mascherate le vostre intenzioni.
Lasciate gli altri all’oscuro, celando sempre lo scopo delle vostre azioni. Chi ignora gli obiettivi di un altro non sarà in grado di preparare una valida difesa. Occorre condurre l’avversario verso la strada sbagliata, avvolgerlo in una densa nube di fumo che mascheri le vostre manovre e, nel momento in cui se ne accorgerà, sarà troppo

Legge 4
Dite sempre meno del necessario
Quando si cerca di impressionare gli interlocutori con le parole, si rischia di apparire banali e si riduce il controllo. Anche se dovete comunicare qualcosa di assolutamente ordinario, sembrerà un argomento interessante se reso vago, con finale aperto e leggermente criptico. Più parlate, maggiore è il rischio di dire sciocchezze.

Legge 5
Difendete strenuamente la vostra reputazione.
La reputazione di un individuo è il pilastro del suo potere personale. Facendo leva su di essa si intimoriscono gli interlocutori e si ottiene successo. Giocarsela rende vulnerabili e attaccabili da più parti. Bisogna rendere inattaccabile la propria reputazione, rimanere all’erta e neutralizzare le minacce potenziali prima che si manifestino. Nel frattempo occorre studiare come annientare i nemici mettendo in discussione la loro immagine e poi farsi da parte, lasciando che sia l’opinione pubblica a screditarli.

Legge 6
Attirate l’attenzione a qualunque costo.
Tutto si giudica dall’apparenza; ciò che non si vede non conta. Non bisogna confondersi tra la folla o finire nell’oblio, ma rendersi visibili, a qualunque costo. Calamitate dominando la massa mediocre e manifestando un aspetto fra il brillante e il misterioso.

Legge 7
Fate sì che gli altri lavorino per voi attribuendovi il merito del loro operato.
Usate la saggezza, la conoscenza e l’impegno degli altri per favorire la vostra causa. Non solo tale collaborazione vi farà risparmiare tempo ed energia ma vi fornirà un’aura quasi divina di efficienza e rapidità. Alla lunga, i collaboratori saranno dimenticati e solo voi ricordati. Non fate quello che gli altri possono fare al posto vostro.

Legge 8
Fate sì che gli altri vengano a voi, usando un’esca se necessario
Quando forzate le altre persone ad agire, siete voi ad avere il controllo. E’ sempre meglio far venire a voi l’avversario inducendolo ad abbandonare i suoi piani strada facendo: adescatelo con promesse allettanti, quindi attaccatelo. Siete voi a possedere le carte e a condurre il gioco.

Legge 9
Vincete attraverso le azioni, mai con il ragionamento.
Ogni trionfo momentaneo che si pensa di avere ottenuto attraverso il ragionamento, è in realtà una vittoria di Pirro. Il risentimento e il disagio che ne scaturiranno saranno più forti e dureranno più di qualsiasi altro momentaneo mutamento d’opinione. E’ meglio che gli altri condividano le vostre idee per mezze delle vostre azioni, senza che diciate una parola. Dimostrate, non spiegate

Legge 10
Evitate ogni contagio: rifuggite dagli infelici e dagli sfortunati.
Si può morire per l’infelicità di qualcun altro; gli stati emotivi sono contagiosi quanto le malattie. Potreste credere di stare aiutando l’uomo che affoga ma state solo precipitando nel vostro disastro. Gli sfortunati talvolta attirano la sfortuna su se stessi; l’attireranno anche su di voi. Associatevi alle persone felici e fortunate.

Legge 11
Rendete le persone dipendenti.
Per mantenere la propria indipendenza si deve sempre essere necessari e richiesti. Quanto più gli altri si fideranno di voi, tanto più sarete liberi. Bisogna rendere le persone dipendenti in nome della loro felicità e prosperità e non si dovrà temere più nulla. Non dovete mai insegnare loro quanto occorre a renderle indipendenti.

Legge 12
Per disarmare la vostra vittima usate un misurato grado di onestà e di generosità.
Una mossa sincera e onesta coprirà dozzine di mosse disoneste. Le offerte spontanee di onestà e generosità abbassano la guardia anche delle persone più sospettose. Una volta che l’onestà mirata avrà praticato una crepa nella loro armatura, si può ingannarle e manipolarle a volontà. Un regalo al momento giusto, come un cavallo di Troia, servirà allo stesso scopo.

Legge 13
Quando chiedete aiuto, fate leva sul tornaconto della gente, mai sulla compassione o sul senso di gratitudine.
Se avete bisogno dell’aiuto di qualcuno, non cercate di ricordargli la vostra passata disponibilità e i vostri meriti acquisiti. Troverà certamente un modo per ignorarvi. Mettete invece in luce qualcosa nella vostra richiesta o nella vostra alleanza con lui che possa tornare a suo vantaggio ed evidenziatela spropositatamente. Vi risponderà con entusiasmo se vedrà che ci guadagnerà qualcosa.

Legge 14
Atteggiatevi ad amico, agite come una spia.
Conoscere l’avversario è fondamentale. Usate delle spie per raccogliere valide informazioni che vi porranno in posizione di vantaggio. Ancor meglio siate voi stessi la spia. Nei rapporti sociali, imparate ad indagare. Ponete domande indirette che inducano la gente a rivelare le proprie debolezze e intenzioni. Non c’è situazione che non possa essere strumentalizzata per effettuare un’abile azione di spionaggio.

Legge 15
Annientate completamente il nemico.
Tutti i grandi condottieri, dai tempi di Mosè, hanno saputo che un nemico in difficoltà deve essere annientato completamente. Talvolta, l’hanno imparato a loro spese. Se un tizzone viene lasciato acceso, alla fine il fuoco divamperà. C’è più da perdere lasciando le cose a metà che procedendo a una totale distruzione: il nemico recupererà le energie e cercherà la vendetta. Distruggetelo, non solo nel corpo a corpo, ma nello spirito.

Legge 16
Usate l’assenza per guadagnare rispetto e stima.
Un eccesso di presenzialismo può far scendere le vostre quotazioni: più vi fate vedere e più si parla di voi, più correte il rischio di apparire banale. Se vi siete già affermato in un gruppo, una sparizione temporanea farà notizia e accrescerà l’ammirazione attorno alla vostra persona. Dovete imparare quando è il momento di andarvene. Createvi credito, centellinando la vostra presenza.

Legge 17
Tenete gli altri nell’incertezza: createvi una fama di imprevedibilità.
Gli esseri umani sono creature abitudinarie con un insaziabile bisogno di avere familiarità con le azioni degli altri. La vostra prevedibilità dà loro un senso di controllo. Rovesciate la situazione: siate volutamente imprevedibili. Un comportamento apparentemente senza coerenza nè scopo li sconcerterà e si esauriranno nel tentativo di comprendere le vostre mosse. Portata all’estremo, questa strategia intimorisce e terrorizza.

Legge18
Non costruite fortezze per proteggervi: l’isolamento è pericoloso.
Il mondo è pieno di pericoli, i nemici si annidano ovunque e ognuno deve proteggersi. Una fortezza sembra il luogo più sicuro. Ma l’isolamento vi espone ad un maggior numero di pericoli di quanti non vi consenta di evitare. Meglio confondersi in mezzo alla gente, trovare alleati, mimetizzarsi. La folla vi farà da scudo contro i nemici.

Legge 19
Accertatevi di con chi avete a che fare: non offendete la persona sbagliata.
Ci sono tipi diversi di persone al mondo e voi non potete essere mai sicuri che tutte reagiranno nello stesso modo alle vostre strategie. Ingannate o imponete la vostra superiorità tattica a certe persone, e queste passeranno il resto della loro vita a cercare vendetta. Esistono lupi in veste di agnelli. Pertanto, scegliete attentamente i vostri avversari e le vostre vittime - mai offendere o ingannare la persona sbagliata.

Legge 20
Non prendete posizione.
E’ folle colui che si affretta a prendere posizione. Non compromettetevi con alcuna fazione o alcuna causa, ma state solo dalla vostra parte. Mantenendo la vostra indipendenza, diventate padroni

Legge 21
Fingetevi sciocchi per mettere nel sacco gli ingenui.
Giocate la parte del finto tonto. A nessuno piace sembrare più sciocco degli altri. Fingetevi ingenui per mettere nel sacco i veri ingenui. Giocate il ruolo del finto tonto permettendo agli interlocutori di confidare nella propria sagacia; convinti di questo, non comprenderanno il vostro vero scopo.

Legge 22

Sappiatevi arrendere: trasformate la debolezza in un punto di forza.
Nel momento in cui si è deboli, mai battersi solo per amor di firma, ma adottare la tecnica della resa. Arrendersi significa disporre del tempo necessario per un recupero. Tempo che disturba e impensierisce chi sta vincendo, tempo utile in attesa del declino del suo potere. Non bisogna mai dare al vincente la soddisfazione di lottare e di causare una disfatta definitiva; prima di tutto arrendetevi. Perciò porgete l’altra guancia, cosa che lo farà infuriare e lo sconvolgerà: questo significa rendere la resa uno strumento di potere.

Legge 23
Concentrate le vostre forze.Preservate le vostre forze ed energie per concentrarle su un punto focale.
E’ possibile ricavare più risorse trovando un ricco filone e sfruttandolo a fondo, piuttosto che svolazzare da un punto all’altro di un giacimento poco profondo, perchè l’intensità prevale sempre sull’estensività. Una volta trovata una sorgente di potere utile, occorre individuare un referente, una mucca da cui mungere per lungo tempo tutto il latte che può essere ricavato.

Legge 24
Siate un perfetto cortigiano.
Il perfetto cortigiano prospera in un mondo in cui tutto ruota intorno al potere e alla abilità politica. Egli impara a destreggiarsi con maestria nell’arte della mistificazione, sa adulare, cedere ai superiori e gestire il suo potere sugli altri con modi graziosi e trasversali. Bisogna imparare ad applicare le leggi che reggono le capacità del cortigiano e non ci saranno limiti al successo nella grande corte della vita.

Legge 25
Ricreate la vostra immagine.
Non bisogna subire il ruolo che la società tende ad attribuire. Ricreare una nuova identità significa ricostruire se stessi, una persona capace di accentrare l’attenzione e che annoia mai l’interlocutore. Siate padroni della vostra immagine piuttosto che lasciare siano gli altri a definire i vostri spazi. Questo richiede che nei gesti e nelle scelte pubbliche vengano adottati accorgimenti plateali: il potere personale ne trarrà enfasi e la vostra personalità si manifesterà nella vostra interezza.

Legge 26
Preservate pulite le vostre mani.
Mostratevi come un modello di civiltà e di efficienza: le vostre mani non devono mai apparire macchiate da errori o impegnate in azioni riprovevoli. Occorre mantenere questa apparente superiorità utilizzando gli altri come inconsapevoli pedine e schermo per celare il proprio coinvolgimento personale.

Legge 27
Sfruttate il bisogno di credere degli altri per crearvi un seguito carismatico.
L’uomo ha un profondo bisogno di credere in qualcosa. Diventate il punto focale di questo desiderio dando agli altri una causa, una nuova fede da seguire. Rimanete sul vago con le parole, ma siate prodighi di promesse, insistendo sul valore della razionalità e del pensiero conseguente. Date ai vostri nuovi discepoli rituali da seguire, chiedete che facciano sacrifici in vostro nome. In assenza di una religione organizzata o di grandi cause, questo sistema fideistico vi conferirà un potere inaspettato.

Legge 28
Entrate in azione con audacia.
Se siete insicuri sulla linea di condotta da adottare, astenetevi. I dubbi e le esitazioni influirebbero negativamente sulle vostre azioni. L’insicurezza è pericolosa. Meglio agire con baldanza. Qualsiasi errore generato dall’audacia può essere facilmente corretto da una maggiore audacia. L’audacia suscita ammirazione. L’insicurezza non porta onore.

Legge 29
Pianificate tutto dall’inizio alla fine.
Il risultato è tutto. Pianificate tutto per realizzarlo, prendendo in considerazione tutte le conseguenze, tutti gli ostacoli, tutti i giochi del destino che potrebbero impedirvi di ottenerlo, vanificando i vostri sforzi e attribuendo la gloria agli altri. Se pianificate tutto, dall’inizio alla fine, non sarete travolti dalle circostanze e saprete quando è il momento di fermarsi. Guidate abilmente la fortuna e contribuite a determinare il futuro, pensando a tutto con anticipo.

Legge 30
Dissimulate la fatica.
Le vostre azioni sembrino sempre naturali e spontanee. Dissimulate la fatica e la pratica che avrete dovuto fare e così pure la furbizia e i trucchi. Quando agite, siate naturali, come se poteste fare molto di più. Non cedete alla tentazione di rivelare quanto avete lavorato duro - può solo far nascere degli interrogativi. Non insegnate a nessuno i vostri trucchi, per non rischiare che vengano usati contro di voi.

Legge 31
Controllate le alternative: obbligate gli altri a giocare con le carte che avete servito.
I migliori inganni sono quelli in cui sembra si lasci la scelta agli altri: le vittime sono convinte di avere il controllo della situazione, mentre in realtà sono burattini al vostro comando. Date agli altri alternative che si risolvano tutte a vostro favore. Induceteli a scegliere il minore di due mali che servono entrambi al vostro scopo. Inchiodateli tra i corni del dilemma: qualsiasi cosa scelgano, non avranno scampo.

Legge 32
Solleticate la fantasia degli altri.
Spesso si cerca di sfuggire alla realtà perché è squallida e spiacevole. Non appellatevi mai alla verità o alla realtà a meno che non siate disposti ad affrontar
e l’ira scatenata del disincanto. La vita è così dura e deludente che coloro che sono capaci di creare sogni e illusioni sono come oasi nel deserto: attraggono gente da ogni dove. Grande potere deriva dalla capacità di solleticare la fantasia delle masse.

Legge 33
Trovate il punto debole di ciascuno
Ogni individuo ha un punto debole, un punto di minore resistenza. Questo debole è solitamente un’insicurezza, un’emozione o un bisogno incontrollabile, ma può anche essere un piccolo piacere segreto. Comunque sia, una volta trovato, sarà la molla su cui potrete agire per far muovere gli altri a vostro piacimento.

Legge 34
Siate regali: agite da re e sarete trattati come tali.
Il modo in cui ci si comporta può spesso influenzare il modo in cui si viene trattati: a lungo andare, chi appare modesto e ordinario perde il rispetto degli altri. Il re, infatti, rispetta se stesso e ispira negli altri lo stesso sentimento. Chi agisce da re, sicuro del proprio potere, appare come destinato a portare la corona.

Legge 35
Imparate a gestire il tempo.
Non mostrate mai fretta - la fretta tradisce mancanza di controllo di sè e del tempo. Apparite sempre pazienti, come se sapeste che tutto verrà a voi a tempo debito. Cercate il momento giusto; cercate di cogliere lo spirito del tempo, le tendenze che vi permetteranno di acquisire il potere. Imparate ad aspettare quando i tempi non sono maturi e a colpire con decisione quando arriva il momento.

Legge 36
Disprezzate ciò che non potete avere: l’indifferenza è la migliore vendetta.
Riconoscere il problema equivale a conferirgli esistenza e credibilità. Più si dedica attenzione all’avversario più lo si rende forte. Un piccolo errore peggiora e diventa più evidente nel momento stesso in cui si tenta di porvi rimedio. Talvolta, è più opportuno fare finta di nulla. Se c’è qualcosa che si vuole e non si può avere, meglio è far mostra di disprezzarla. meno interesse si mostra, più si è superiori.

Legge 37
Create spettacoli avvincenti.
Forte immaginazione e grandi gesti simbolici creano un’aurea di potere cui nessuno è in grado di resistere. Inscenate, per chi vi circonda, spettacoli ricchi di stimoli visivi e di simboli suggestivi che conferiscano enfasi alla vostra presenza. Abbagliato dalle apparenze, nessuno noterà ciò che state veramente facendo.

Legge 38
Pensate come volete ma comportatevi come gli altri.
Se ostentiamo il nostro anticonformismo, facendo sfoggio di idee non convenzionali e di comportamenti poco ortodossi, gli altri penseranno che stiamo soltanto cercando di attrarre la loro attenzione e che pecchiamo di superbia e troveranno il modo di farcela pagare per averli fatti sentire inferiori. E’ opportuno condividere l’eccentricità solo con gli amici più tolleranti e con coloro che sono in grado, senza alcun dubbio, di apprezzare la nostra singolarità.

Legge 39
Agitate le acque per catturare i pesci.
Rabbia ed emotività sono strategicamente controproducenti, per cui bisogna restare sempre calmi e obiettivi. Per acquisire un punto di vantaggio sull’avversario fate sì che sia questi ad irritarsi mentre voi mantenete saldi i vostri nervi. Per sbilanciare l’avversario è bene individuare i punti deboli che toccano la sua vanità, in modo da innervosirlo e tirare le fila di conseguenza.

Legge 40
Disdegnate le offerte gratuite.
Ciò che è offerto gratuitamente è pericoloso: può implicare un secondo fine o trasformarsi in un debito. Ciò che vale è monetizzabile. Pagando di tasca propria si evita il peso della gratitudine, la colpa e l’inganno. E’ spesso più saggio pagare il prezzo dovuto, poiché non esistono scorciatoie sulla strada dell’eccellenza. Bisogna manifestare magnanimità usando il proprio denaro, perché la generosità è un segno e una calamita che attrae il potere.

Legge 41
Evitate di indossare gli abiti di qualcun altro.

Ciò che viene prima sembra sempre migliore e più originale di ciò che segue. Chi succede a un grande uomo o ha un genitore importante avrà come compito quello di sforzarsi almeno il doppio di chi lo ha preceduto, per tentare di oscurarne la fama. Non bisogna seguire le orme di chi ci ha preceduto o si finirà per vivere una vita che non ci appartiene; occorre ricreare un’identità propria e cambiare il corso della propria vita. Distruggete l’ombra incombente di vostro padre, disperdetene l’eredità e conquistate il potere percorrendo le vostre strade.

Legge 42
Colpite il pastore e le pecore scapperanno.

I guai sono spesso di un singolo individuo con una forte personalità: il provocatore, arrogante e subalterno, colui che avvelena i rapporti. Se si concede spazio a tale individuo. Altri soccomberanno sotto la sua nefasta influenza. Non permettete che il danno che sa provocare, si moltiplichi; non tentate di appianare la situazione; è irrecuperabile. Un simile soggetto deve essere neutralizzato e messo al bando. Fermate il male alla radice – il pastore – e le pecore scapperanno.

Legge 43
Toccate il cuore e la mente delle persone.

La coercizione genera una reazione che a lungo andare finisce per ripercuotersi contro di voi. Dovete invece sedurre gli altri inducendoli a desiderare di procedere nella vostra direzione. La persona che avete conquistato diviene così una fedele pedina nelle vostre mani. Per sedurre occorre saper agire sulla psicologia e sulle debolezze di ciascuno. Ammorbidite dunque chi oppone resistenza lavorando sulle sue emozioni, giocando con ciò che ha di più caro e con ciò che teme. Ignorate i cuori e le menti degli altri e questi finiranno per odiarvi.

Legge 44
Disarmate ed irritate con l’effetto specchio.

Lo specchio riflette la realtà ma è anche lo strumento ideale per ordire un inganno: quando fungete da specchio per i vostri nemici, riproducendo con assoluta precisione le loro azioni, essi non riescono più a decifrare la vostra strategia. L’Effetto Specchio rifà loro il verso e li umilia, spingendoli a reagire in modo spropositato. Reggendo uno specchio di fronte alla loro psiche, li seducete illudendoli di condividerne i valori; mettendo uno specchio davanti alle loro azioni, date loro una sana lezione. Pochi sanno resistere al potere dell’Effetto Specchio.

Legge 45
Predicate la necessità del cambiamento, ma non introducete troppe innovazioni tutte insieme.

In teoria tutti comprendono la necessità di cambiare ma poi, nelle ita di ogni giorno, gli esseri umani si dimostrano creature fortemente abitudinarie. Un eccesso di innovazione può rivelarsi traumatico e condurre alla rivolta. Se avete assunto da poco una posizione di potere oppure siete un outsider che cerca di guadagnarsi il sostegno necessario per raggiungerla, mostrate chiaramente che tenete in grande considerazione il vecchio modo di fare le cose. Se il cambiamento è davvero essenziale, fate in modo che appaia come un intervento discreto il cui scopo è unicamente perfezionare l’approccio in uso nel passato.

Legge 46
Non mostratevi mai troppo perfetti

Apparire migliori degli altri è sempre pericoloso, ma la cosa più rischiosa in assoluto è dare l’impressione di non avere difetti o debolezze. L’invidia crea nemici silenziosi. L’uomo intelligente, quindi, di tanto in tanto mostra di avere dei limiti e ammette di indulgere in qualche vizio innocente, così da allontanare l’invidia e apparire più umano ed accessibile. Solo gli dei e i morti possono permettersi di sembrare perfetti impunemente.

Legge 47
Non superate l’obiettivo che vi eravate prefissi: nella vittoria, imparate quando è il momento di fermarsi.
Il momento della vittoria è spesso quello del maggior pericolo. Nell’impeto della conquista, arroganza e presunzione possono spingervi al di là dell’obiettivo che vi eravate prefissi e, andando troppo oltre, vi fate più nemici di quante riusciate a sconfiggere. Non lasciate che il successo vi dia alla testa. Nulla può sostituire la strategia e un’accurate pianificazione. Datevi un punto di arrivo e, una volta raggiuntolo, fermatevi.

Legge 48
Spogliatevi di qualunque forma
Assumendo una forma, rendendo visibile il vostro piano, vi esponete agli attacchi esterni. Anziché darvi una fisionomia che permetta al vostro nemico di afferrarvi, mantenetevi flessibili e in movimento. Accettate il fatto che nulla è certo e nessuna legge è immutabile. Il miglior modo di proteggervi è essere fluidi e privi di una forma propria come l’acqua; non scommettete mai sulla stabilità o su un ordine duraturo. Tutto cambia.